Forse, a questo punto, una parte di te pensa che per cambiare debba tagliare via qualcosa.
Essere meno sensibile. Meno profondo. Meno bisognoso di capire. Meno pieno di possibilità nella testa. Meno abituato a reggere tutto da solo.
Come se la soluzione fosse diventare l’opposto di ciò che sei.
Ma sarebbe solo un’altra Maschera.
Una versione più dura, più controllata, più efficiente, più presentabile. Magari più funzionale fuori, ma ancora lontana da te.
Il punto non è smettere di essere sensibile. È smettere di usare la sensibilità per dimenticare ciò che vuoi. Non è odiare la tua lucidità. È accorgerti di quando diventa controllo. Non è forzare la tua profondità a esporsi con violenza. È darle un varco sicuro per esistere. Non è tagliare la tua immaginazione. È portarla dentro un gesto reale. Non è spegnere la tua forza. È smettere di usarla per portare tutto da solo.
Non devi diventare un’altra persona.
Devi smettere di chiamare difetto ciò che, in realtà, è una parte viva di te usata troppo a lungo per difenderti.
Il problema non è la tua sensibilità. Non è la tua lucidità. Non è la tua profondità. Non è la tua immaginazione. Non è la tua forza.
Il problema è quando queste qualità non ti portano verso la vita, ma ti tengono al riparo da tutto ciò che potrebbe farti tremare e, proprio per questo, farti sentire vivo.
È così che il Mantello smette di essere un rifugio in cui nasconderti e può diventare ciò che ti aiuta a volare verso la vita che desideri.